La spada nella roccia: l’abbazia di San Galgano

25062015-MER_4638

Ogni tanto scappiamo. E se i mesi sono stati pesanti, come questi primi del 2015, in cui siamo stati abbastanza messi alla prova, c’è solo un luogo catartico, che ci fa sentire bene e dimenticare tutto, almeno per 48 ore. Ci siamo rifugiati a Monteroni d’Arbia , al Canto del Sole, dove abbiamo poltrito per le poche ore della nostra vacanza, tra un bagno in piscina e una fuga dalla mietitrebbia  ( mio figlio è affascinato da questa macchina agricola, e l’esser capitati in campagna proprio al momento della fienagione è stato qualcosa di magico…:D ) e anche un salto in pronto soccorso, perchè proprio tranquilli non si può mai stare.

25062015-MER_4638 Essendo stati in zona molte volte, le principali “attrazioni turistiche le avevamo già viste, e nonostante la voglia di conoscere posti nuovi raramente ci abbandona, per una volta siamo stati fermi. O quasi.

25062015-MER_4649

Essendo a due passi non ho resistito alla visita dell’ Abbazia di San Galgano e del vicino eremo dove è conservata la magica spada nella roccia.

Ora, da cinicona quale sono vi racconto che la leggenda vuole che questa spada poco abbia a che fare con re Artù. Sembra sia stata infilata nella roccia dal nobile cavaliere Galgano Guidotti, dopo che si spogliò dei suoi beni e prese l’abito cistercense. Attorno al 1100 fece erigere sul monte SIepi una cappella, dove scelse di morire eremita. Quando venne santificato i monaci cistercensi decisero di erigere nella piana sotto all’eremo un’abbazia e un oratorio, in una struttura meravigliosa, considerata uno dei più begli esemplari di architettura gotico cistercense italiani.

26062015-MER_4749

Nel 1300 però  il complesso venne attaccato da Giovanni Acuto e progressivamente abbandonato a se stesso. Oggi, dopo essere stato devastato anche da un terremoto che fece crollare il campanile sul tetto dell’abbazia stessa, trasformandola in una chiesa a cielo aperto, restano solo le mura della chiesa, e l’altare. Resta invece intatto l’eremo, con la sua Excalibur conficcata nella roccia  ( e oggi protetta da una cupola in plexiglass perchè negli anni ’70 un simpaticone la ruppe… ) e una signora “peculiare” che gestisce il negozietto e fa da custode. Se avete qualche minuto da investire, fermatevi a chiacchierare con lei, vi  sgriderà un po’, e si lamenterà di come un luogo di culto si sia trasformato in un via vai di turisti…e forse vi lascerà qualcosa su cui pensare.

Ora però resettate tutto. E immaginate di essere in questo luogo in mezzo al nulla, tra i campi, e di essere un bimbo. Uno che ha appena visto il film o , meglio ancora, ascoltato la storia dei cavalieri… E cambia ogni prospettiva. Il mio nanetto si è messo in una breve fila con gli altri, pronto a rimboccarsi le maniche per scoprire se sarebbe stato lui il nuovo Semola. Aveva una sorta di timore reverenziale nel toccare la parte della spada, quasi avesse paura di quel che avrebbe potuto succedere. E poi rassegnato ha detto ” Ba beh, fa niente se non sono io il re. ” e insieme siamo andati nella foresta a cercare Merlino, che però era proprio in vacanza ad Honolulu…:D . Per un attimo anche io mi son lasciata affascinare da questo mistero…e sono convinta che quando arriverà il nuovo Destinato, anche la cupola di plexiglass si dissolverà:D

26062015-MER_4687

Se siete in zona fateci un salto. Noi abbiamo mangiato poi lì in loco , all'”agriturismo” gestito da una cooperativa sociale: pranzo piacevole, senza troppi fronzoli, senza infamia nè lode, e ad un prezzo abbordabile. Volendo fanno anche panini.

E se poi non aveste voglia di tornare alla base, il mare è a pochi km da Chiusdino…

26062015-MER_4705 26062015-MER_4716

Ah, un ps piccolo piccolo. Nel viaggio di andata ci siamo fermati a Firenze. Perchè io volevo andare all’Antico Vinaio. E guardate, non vi dico niente, se non che merita non solo una sosta, ma quasi una vacanza intera:D

Commenti?