Semol(in)a Cake .

Semol(in)a Cake .

Ehm si, son tornata. Come? Come sarebbe a dire che non vi siete nemmeno accorti del mio silenzio?

Ah! ora farò la blogger permalosa e arrabbiata, non c'è dubbio:D .

La verità è che avevo bisogno di staccare un pochino da tutto, di riprendere fiato, di riprendere aria vera, uscendo dalla mia microcucina e andando a respirare un po' di nebbia padana, e non facebookiana.

Navigo poco ormai, molto tempo lo passo sui social, fissando lo schermo piccino picciò del mio telefono poco alla moda, per leggere cosa fanno amici vicini e lontani.

E non sono certa che questo mi piaccia fino in fondo. Leggo poco i blog, e mi rendo conto di non essere forse la sola a farlo: è tutto un veloce mordi e fuggi, un guardare le figure fingendo di assaporarne il senso.

Sono stata molte volte tentata di scattare la migliore delle mie fotografie e di pubblicarla con sotto una ricetta fittizia con dentro ali di pipistrello e denti di strega, per vedere fino a che punto chi passa di qui è attendo:D

E invece no, questa volta son stata buona. E ho fatto una torta vera. L'avevo vista dalla mia amica londinese ormai, poi ho recuperato anche il libro e durante le vacanze mi sono messa in opera per prepararla. Non avevo marmellata di arance e ne ho usata una di frutti di bosco, ho ridotto di parecchio lo zucchero nello sciroppo, ma il risultato è stato un dolce fantastico, profumato , che sapeva di oriente e di viaggio. Un mix di esperienze e di profumi, che hanno reso ancora meglio il giorno dopo a quello della preparazione, quando lo sciroppo era stato ben assorbito e il l'attesa aveva dato modo a tutte le molecole di unirsi in un'armonia preziosa e amplificante.

Certo come va di moda da un po' per i blog, dovrei accusare il signor Ottolenghi di avermi rubato la ricetta:D , ma dato che per una questione di tempistiche editoriali e notorietà non credo che potrei vincere, farò finta di niente:D.

Provatela. Credetemi e provatela.

Io l'ho fatta con la semola di Matera, quella che ha il colore dell'oro. E la torta è diventata proprio fusion:D. Voi che modifiche pensate di farle?

Semol(in)a Cake .

Torta di semola e marmellata

molto liberamente tratto da Jerusalem di Ottolenghi e da London Fridge 

Tempo: 15 minuti+ cottura

Difficoltà: facile 

Numero porzioni:  dosi per uno stampo da 500 g ( 18 cm di lunghezza) 

Occasione: merenda profumata e golosa

Prepara

90 ml olio di girasole

120 ml di succo di mirtillo 

80 g di marmellata ai frutti di bosco

la scorza di un'arancia 

2 uova 

30 g di zucchero di canna grezzo 

35 g di cocco in farina 

90 g di semola materana 

1 cucchiaio di mandorle macinate

1 cucchiaino di lievito 

Per lo sciroppo 

50 g di zucchero di canna grezzo

100 ml acqua 

le scorze di un'arancia e mezza bacca di vaniglia 

scaglie di cocco per decorare

Ti serviranno anche:

Lo stampo per la torta, un pennello e un paio di ciotole . 

Ricetta:

Accendete il forno a 180°C 

Mescolate in una ciotola la marmellata stemperata con il succo, unite l'uovo, l'olio  e lo zucchero. In un'altra ciotola mescolate le farine e il lievito. Unite i liquidi alle polveri e impastate bene, senza che si formino grumi. 

Oliate lo stampo da cake, o rivestitelo in carta forno, versatevi il composto , abbassate il forno a 160°C e infornate per 45/50 minuti , fino a che la prova dello stecchino non vi restiruirà un legnetto asciutto e pulito . 

 

Intanto mettete lo zucchero e l'acqua dello sciroppo, con gli aromi, in un pentolino e lasciate cuocere a fuoco basso. 

Quando il cake sarà pronto, toglietelo dal forno e ancora caldo, pennellatelo delicatamente con lo sciroppo caldo: è un 'operazione da fare con pazienza, attendendo che il primo sciroppo sia assorbito prima di unirne altro. 

 

Lasciate freddare e gustate con un cucchiaio di yogurt greco o un buon thè. O entrambe le cose . 

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