la mia città del cuore…

la mia città del cuore...

(..e avrei voluto fare la giovane mettendo l’icona del cuore nel titolo ma non ne sono capace)

Adesso vi racconto una storia. Di un dolce che una volta era fatto dai farmacisti, pensate un po’, che in tempi in cui l’abbondanza non era ospite alle tavole di tutti, miscelavano spezie e frutti canditi per i nobili che potevano permettersi sapori forti e nuovi.

Creavano un pane pepatissimo, coperto di pepe anche, dolce e pungente.

Poi la mano che miscelava costosi frutti canditi e spezie d’Oriente fu quella del pasticcere, sapiente e attento custode di quest’antica tradizione toscana.

Fino a che non arrivò una regina, Margherita. Dobbiamo molto al suo nome e alle visite che fece nelle varie città d’Italia. Se a Napoli grazie a lei nacque la signora pizza che porta il suo nome, in omaggio al suo arrivo a Siena un pasticcere penso d’ingentilire lo storico panpepato, o Panforte, e di vestirlo di elegante e dolcissimo manto di bianco zucchero a velo, omettendo anche la pungente concia di melone dalla ricetta.

Ed è così che nacque il panforte Margherita, arrivato fino ad oggi anche da noi. Come una coccola che Siena seppe dare alla sua regina.

la mia città del cuore...

Io non son toscana, ma Siena è la mia città del cuore. Da quando ci ho messo piede per la prima volta, e ho cominciato a passeggiare per le sue vie ciottolose che conducono al cuore pulsante della città stessa. L’ho conosciuta prima da turista, poi pian piano ho imparato a scoprirne angoli nascosti, e mi regala splendide sorprese ogni volta che torno. L’ho conosciuta attraverso gli occhi, gli abbracci, i sorrisi e le parole di chi mi ha ospitato,e sempre ha saputo infondermi un senso di pace e di tranquillità, di straniamento dal mondo, come se lì i problemi non potessero arrivare, o comunque non potessero mai essere pensati come fuori da quelle mura.

Mi ha trattato un po’ da regina insomma. Ed è per questo che ho accettato in questi post di parlarvi dei suoi dolci. Che siano il Panforte, di cui Ciucciolo ha scoperto di essere goloso, o i miei amatissimi ricciarelli, o i cantucci che con piacere intingo nel vin Santo quando capita… ogni volta per me è come tornare ad assaggiare un morso di quella pace e di quel benessere che, ancora non ho capito perchè, solo quella città e gli amici che ho lasciato lì, sanno darmi. E che mi piace condividere anche con voi…

Post sponsorizzato da Sapori di Siena

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