Treccine di semola e mandorle per Mangiare Matera

Treccine di semola e mandorle per Mangiare Matera

Sapete che son curiosa, golosa e felicemente terrona per metà. Potevo dunque non appassionarmi e non accettare con piacere di partecipare al nuovo progetto MangiareMatera, che si pone l'ambizioso obiettivo di far conoscere a tutti le eccellenze di una terra che profuma di semola e di pane come già vi raccontavo qui.

Per inaugurare la mia partecipazione al progetto con tanti amici, ho pensato a uno dei cibi più conviviali che abbia mai provato, del resto lo dicono anche le locuzioni italiane, che si deve festeggiare con tarallucci e vino:D .

Le mie compagne di avventura, però, che son meno cialtrone di me, più precise e puntuali, mi hanno fatto notare che no, non si posson chiamare taralli propriamente queste treccine. Ho a mia volta ribattuto di aver assaggiato una cosa simile a Lecce durante le vacanze, dove le avevo viste denominate in questo modo, ma abbiam poi deciso all'unanimità di chiamarle treccine per non far offendere nessuno:D.

Treccine di semola e mandorle per Mangiare Matera

Quindi: queste treccine sono uno spettacolo! Ci si mette a farle molto meno di quanto si creda, ma sopratutto se ne possono fare molte e in una scatola di latta o in sacchettini si conservano alla perfezione, Sono a dire il vero un'ottima alternativa salata ai classici biscotti da regalare a Natale. Le mandorle incastonate nel punto di incontro degli intrecci dopo la pre-bollitura necessaria per far diventare belli lucenti questi scrocchiarelli, si tostano e al momento del morso creano un ottimo contrasto , che vi farà tendere la mano per conquistare la seconda treccina..sempre che gli altri commensali ve l'abbiano lasciata!

La bellezza della semola lucana la tocchi con le dita mentre impasti questi sfizietti: morbida e setosa, unita al vino e all'olio crea un impasto liscio e perfetto da manipolare per formare cordoncini sottili da intrecciare. È davvero una bella esperienza sensoriale…quasi quanto quella di mangiarseli tutti!

Insomma…li provate anche voi vero? E poi andate a fare un giro per scoprire le altre ricette a base di grano, semola, pane e tutti gli altri prodotti lucani…

Treccine di semola alle mandorle e olio d'oliva

 

Tempo: 30 minuti preparazione+ cottura

Difficoltà: media 

Numero porzioni: per circa 20 pezzi

Occasione: aperitivo, merenda, regalini di Natale 

Prepara

500 g di semola rimacinata di grano Senatore Cappelli

100 ml vino bianco aromatico

150 ml olio extravergine

sale circa 12 grammi

Una macinata di pepe

50 g di mandorle pelate

 

Ti serviranno anche:

Una ciotola per impastare, una pentola capiente piena di acqua bollente.

Ricetta:

 

Impastate la semola con il vino e l’olio evo, fino ad avere un impasto elastico e malleabile. Lasciatelo riposare per un’ora coperto da un canovaccio.

 

Mettete una pentola capiente piena d’acqua sul fuoco e portate a bollore.

 

Dividete l’impasto in circa 21 pezzetti, e lavorate ciascun pezzo fino a formare un rotolino del diametro di meno di circa un cm. Prendete tra salsicciotti e intrecciateli ben stretti, poi tagliate dei pezzetti di treccia della lunghezza di 5-7 cm.

 

Cuocete in acqua bollente le treccine fino a che non verranno a galla, poi posatele su una teglia da forno.

 

Infilate in ogni punto di incontro dei salsicciotti una mandorla , e cuocete in forno caldo a 200°C per almeno 40 minuti, o comunque fino a che non vedrete le treccine ben dorate e asciutte ( dipende molto da quanto avrete fatto sottilii cordoncini 😉 )

 

 

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