Profumi amatriciani…


Io la pasta la adoro. Indubbiamente le preferisco al riso e a qualsiasi altro carboidrato.Persino ai dolci. E adoro le ricette tradizionali. Ammetto che mi piace sperimentare e provare nuovi accostamenti, ma sulle ricette base sono piuttosto ferrea e intransigente.Per questo ho titubato molto non sapendo da che ricetta partire e soprattutto dove finire:D per il contest lanciato dagli Tzakiki e da Pasta Garofalo.
Poi ho scelto. E ho deciso di non modificare tanto gli ingredienti, quanto la cottura.


Perché non provare a cuocere la pasta come un risotto?Lo so , lo so , c’è chi storcerà il naso, e forse mi gioco ogni possibilità di vincere l’ambito premio in palio:D…ma il risultato è molto buono in realtà, sopratutto se gli ingredienti di base sono pochi e semplici… fondamentalmente l’amido della pasta, esattamente come nel riso, da cremosità al piatto e crea una consistenza diversa dal solito sugo.
Allora eccoci qui. Come formato le mafaldine, che stanno scalando la mia top ten della pasta preferita, arrivando quasi ad avvicinarsi ai  miei amati fusilli. Questo formato cuoce velocemente, ma resta ben al dente, come dice Maritè ( che mi ha aiutata a scegliere la foto da postare :D) , ha una bella callosità…
E la ricetta della tradizione? l’Amatriciana.Con la A maiuscola.Una ricetta che ha addirittura l’indicazione geografica tipica (IGT), che è precisa e codificata,tutelata da un consorzio
Quindi tassativamente senza aglio o cipolla, senza altri aromi e aggiunte se non guanciale (trovarlo nella mia zona non è mica semplice, meno male che ci sono i negozi di prodotti tipici!), pomodoro, olio extra vergine, sale e pepe e pecorino romano.E i profumi di un piatto tipico e intoccabile, li ho infilati nel mio piatto rivisitato..

Eccolo qui.
per 2 persone
180 g di mafaldine
6 cucchiai di pomodoro
olio evo
guanciale un pezzetto
sale
pepe
Far scaldare l’olio in una padella capiente e aggiungere il guanciale tagliato a listarelle sottili.Lasciarlo rosolare per bene, poi unire la pasta e lasciarla un attimo a tostare,proprio come si farebbe con il risotto.A parte portare ad ebollizione dell’acqua salata .Unire il pomodoro passato e un paio di bicchieri di acqua , mescolando.La cottura della pasta andrà seguita aggiungendo acqua sempre in ebollizione un po’ alla volta per evitare che la pasta si attacchi .Cuocere circa 9-10 minuti, fino a che la pasta sarà al dente e cremosa
Servire spolverizzando di pecorino romano e un po’ di pepe nero grattugiato.

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