Natale a casa mia…e i miei quasi tortellini

Alle tradizioni ho imparato a tenerci da qualche tempo. Ho imparato a capire l’importanza di certi piccoli particolari , che vengono tramandati di padre in figlio, magari particolari dei quali non si ricorda nemmeno più il motivo vero….
A Natale a casa mia di tradizioni, piccole piccole, ce ne sono … si fa l’albero insieme l’8 dicembre, ci devono essere le luci, e il puntale rosso dell’albero è sempre lo stesso, da quando sono piccola, ed è una delle cose cui tengo di più, nonostante ormai sia tutto rovinato e scrostato…
L’anno scorso , casa nuova, albero nuovo.Allora con Luca abbiamo deciso di preparare da noi tutte le decorazioni..come la nostra casina, anche l’albero è tutto bianco e rosso e morbido! Le palline sono pompom di lana e i pochi addobbi acquistati sono pupazzi e pelouche morbidissimi, con stelline di feltro che scendono qui e là….

E a tavola? La Vigilia si passa con i miei , il Natale è variabile, dovendo badare ai girotondi che si fanno nelle famiglie numerose per cercare di stare insieme il più possibile…. ma sulla tavola del mio papà non devono mai mancare due cose: le patate lessate, in insalata la sera della vigilia, che gli ricordano i tempi in cui studiava da bambino in collegio in Calabria, e passava da solo la sera prima di Natale, aspettando un regalo che magari non sarebbe arrivato…
L’altra sono i ravioli in brodo, ad aprire il pasto sontuoso del 25. Allora qundo riesco , come quest’anno, glieli preparo io. Non saranno perfetti. Questi di certo non sono tortellini veri. Dei tortellini non hanno nè la forma perfetta, nè tantomeno la sfoglia da cui si vede S.Luca , anche per ovvi motivi geografici.
Però il ripieno si .Quello è bolognese . L?ho chiesto a Chiara, come lo fa la sua nonna Maria…e lei mi ha detto che per tanti tanti tortellini ci vogliono un paio d’etti di lombo di maiale, che io ho rosolato nel burro, un etto di mortadella (lei ha detto un etto e mezzo, io ho ridotto un pochino),un etto di prosciutto crudo , noce moscata, sale e due cucchiai di forma ( “cosa?” “eh la forma!” “ cos’è?” “Ah! fuori Bologna è il Parmigiano!”), tutto frullato per bene insieme.
Io poi  ho fatto tre uova di sfoglia…la mamma preparerà il brodo di cappone, la sera prima, gli toglierà tutto il grassone che a me non piace e ci cuoceremo i quasi tortellini ancora gelati per qualche minuto…e poi a tavola…a festeggiare..come da sempre!


Mi fa piacere che il mio ricordo e il mio piatto di Natale si uniscano ai vostri nella raccolta di Patrizia

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